Incredibile come ad un tratto un "di tanto in tanto" diventi abitudine... Forse può sembrare un'introduzione del tutto slegata e priva di senso, ma chi mi legge abitualmente (santi uomini e sante donne) potrebbe intuire a cosa riconduca il tutto. Al cinema italiano , ebbene. A come io in questi ultimi anni stia a poco a poco riprendendo quella fiducia e, allo stesso tempo, ritrovandola, io cominci a vedere con occhi nuovi il cinema italiano contemporaneo. Quello per il quale si fa prima a dire "vade retro" piuttosto che perderci del tempo. E io ultimamente ci perdo tempo, sì. E tolte quelle crepe e quelli che comunemente chiamiamo incidenti di percorso (vedi il più recente Si può fare l'amore vestiti?) mi sento di dire che, credere ancora nel cinema nostrano e, in quei "pochi ma buoni" autori che abbiamo, provoca un non so che di felicità inaspettata. Edoardo Leo rientra in questi pochi ma buoni sopra citati. Mi piace come attore...
Storia di un avverbio ostinato