Quando si dice che il vero cuore pulsante di un film, a volte, è il libro che c'è dietro... Ciò che vive tra le righe, circondato dalle emozioni rapite e immortalate dall'attimo che le ha partorite. E se quegli attimi poi, appartengono ai bambini, il miracolo si compie e le immagini riportano in superficie tutto, ogni singola sensazione. Eppure nessuno, o forse pochi, avrebbero immaginato che Io speriamo che me la cavo (libro), sarebbe diventato un vero bestseller. Nel 1990, il maestro elementare Marcello D'Orta , raccoglie sessanta temi scritti dai bambini della scuola elementare di Arzano, provincia di Napoli, e ne fa un libro. Immaginate l'impatto, nel sentire le voci di questi piccoli osservatori, involontari protagonisti di una storia non troppo fortunata. Le loro storie infatti, sono impregnate di disagi, di miseria e di camorra. E il tutto è filtrato dai loro stessi occhi, ecco perché l'innocenza e l'umorismo si fanno sentire, raddoppia...
Storia di un avverbio ostinato