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Visualizzazione dei post con l'etichetta Kirsten Dunst

Upside Down

Nell'universo, due mondi si trovano l'uno in opposizione all'altro. Non è solo la doppia gravità a contraddistinguere i due pianeti, perché da giù a su cambia tutto. Cambia la storia, cambia la scenografia e i protagonisti vengono mossi da ragioni differenti. Il mondo di sotto è in miseria, così come i suoi stessi abitanti. Di sopra invece regna il benessere, la perfezione fin dentro le cose. Affascinante fin da subito, immaginarsi questi due mondi contrapposti, destinati a non conciliare mai, per loro stessa natura astrofisica. Eppure nel mezzo, nel punto in cui qualcosa combacia esattamente, sembra esserci la sola possibilità di cambiare le leggi universali fino ad allora accettate e rispettate. E cosa riesce a stravolgere le leggi, più di una guerra, più di mille battaglie? Beh, l'amore, è chiaro. L'amore in stile shakespeariano, quello dal sapore tragico che preannuncia morte fin dalle prime righe della storia. Romeo e Giulietta che si amano, no...

Melancholia

Nel titolo di quest'ultimo film firmato Von Trier , c'è già una sorta di preannunciazione, di quello che davanti ai nostri occhi si sarebbe manifestato come lo spettacolo cinematografico più inquietante e rassegnato sul concetto di "fine". Parlo di concetto e ci tengo a sottolinearlo, questo per far fronte alla stupidità che si finge stratega, dei nostri canali, i quali si divertono a presentare Melancholia come film di "Fantascienza". Quant'è irrispettoso pensare a Melancholia, come a uno di quei pastrocchi calamitosi che di tanto in tanto le nostre tv propongono? Io credo lo sia fin troppo. E basti guardare Melancholia nei suoi primi 8 o 9', prologo  annunciatore della fine di "tutto" ( ouverture wagneriana del Tristano e Isotta ), per comprendere, quale assurda idea si abbia del cinema di Von Trier. Prima di vedere il film, più di un fidato amico cinefilo, mi avvertì della complicata visione, del fatto che "vedere Melancho...