Passa ai contenuti principali

I paladini delle cause perse



Su di me credo sia caduta una stella di quelle "anomale"
la sera in cui venni al mondo.
Una stella ignota alle mappe dei cieli,
di una bellezza ancora senza nome.
Sotto quella scia luminosa
orfana e straniera,
io in qualche modo cadevo sulla terra
per rimanervi a tempo indeterminato.

E non subito, ma solo dopo un po' di anni
ho capito che, quella stella aveva scelto me
per un motivo ben preciso.
Me, noi, voi.
Quelli che credono a dispetto di tutto,
di rinascere laddove gli altri hanno piantato le loro rassegnazioni
i loro sfiancanti "tanto è inutile".
Sì insomma, i paladini delle cause perse.

Ma la mia stella
seppur nella sua presuntuosa ambizione,
non sbaglia affatto.
Dovrà morire la diffidenza
gli stanchi saranno stanchi a sufficienza,
ogni cosa cambierà.
E il giorno in cui i paladini avranno la loro rivalsa,
non sarà più così lontano.

Commenti

  1. E' davvero bellissima, e ciascuna parola ha il suo enorme significato. Noi sappiamo, cara Valentina ^_^ . "I paladini delle cause perse", Tre ottave di puro talento! :)

    RispondiElimina
  2. Concordo...
    E spero che quel giorno arrivi presto!

    RispondiElimina
  3. Meglio paladina delle cause perse che stanca e disillusa, sappilo...

    RispondiElimina
  4. in fondo è bello essere paladini! Anche quando le cause sono perse, dopotutto ciò che è perduto potrebbe essere ritrovato :)

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Quel mostro di me

Certi giorni mi vanno stretti, ci sto dentro a metà. Altri mi sembrano grandi come l'oceano. Sguazzo, mi perdo, sto serena. Scrivere Madrepàtria - Racconti dell'umana sorte ha significato molto per me.  Fin dal principio ho capito che quello, era il mio modo di esorcizzare i mostri più radicati nell'anima. Forse scrivere è davvero un atto terapeutico ancor prima che creativo. Ma certi mostri non li puoi cacciare via definitivamente, devi imparare a conviverci.  Questi racconti hanno avuto la forza di tenerli lontano da me, quei mostri, almeno per un po'. Di guardarli con scherno, prima da dentro e poi a distanza di sicurezza. Ma quali sono davvero questi mostri? Cos'è che sto allontanando? Ho paura che si tratti di me.  Di un ruolo sbagliato (così dicono), che ho rincorso a fatica, che poi ho cambiato, che poi ho abbandonato. Mi adatto continuamente, e continuamente non mi ritrovo. Scrivo, metto da parte, allontano i mostri, allont...

Joker, La verità è che ci finiamo tutti.

Credo che il cinema a volte diventi davvero uno stato d'animo che non puoi descrivere.  Come la musica un rumore che non sai cos'è, né da dove provenga, eppure lo ascolti, ti piace, perché ti seduce e ti uccide, e ti salva. Il Joker di Joaquin Phoenix è esattamente questo, una lacrima che scende insieme al trucco, davanti allo specchio. Una risata disperata, che copre il dolore, il male di vivere. La paura di essere derisi, umiliati, e da lì l'esigenza di costruire una grande  menzogna, dove rifugiarsi, accettarsi oppure non farlo mai. Chi lo sa se poi è una scelta, oppure è solo una malattia. "Come ci si finisce qui?" Ci finiscono gli svitati, chi non sa cosa vuole, chi non sa se essere felici o tristi. La verità è che ci finiamo tutti. Perché nessuno sa cosa vuole realmente, e chi lo sa, è destinato ad assaporare il fallimento. Joker è solo l'ennesima vittima del gioco dei ruoli che è la vita. La follia il prezzo da p...

Non chiedermi mai cosa farò da grande

L'ultimo post scritto risale al 15 settembre. Il post più letto è, da praticamente una vita, questo: " Tema: Il mio futuro ". L'ultima volta che mi hanno posto questa domanda, non sapevo che dire.  Nemmeno la prima. Nemmeno adesso. "Cosa vuoi fare da grande?" Della prima volta non ricordo nulla, ma rimpiango senza dubbio la mia leggerezza. Perché davvero una volta planavo sulle cose senza farmi male. Poi è arrivata la prima botta, poi la seconda e via discorrendo. A conti fatti, osso più osso meno, oggi sarei una piccola blatta. O una di quelle lumachine zigrinate tanto carine, che le riconosci subito perché si trascinano dietro tutto il loro mondo, e si fanno un culo tantum  dalla mattina alla sera. Perché poi vanno piano, ma piano piano arrivano. Ho trentadue anni, credo di essere arrivata. Nel senso più brutale del termine. Nel senso che... a un certo punto, in amicizia, con tre cuori e due gattini, fatti i cazzi tuoi! Non...