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Post

Karen Sander - Muori con me

    A fare da premessa, un incendio doloso al riformatorio di Siegburg. In base alle prime indagini, ad appiccare il fuoco sarebbe stato il diciassettenne Endrick Vermeen, meglio noto come "lo strangolatore di Duisburg".   Passano sedici anni, il lettore ha ormai assorbito i primi indizi, i primissimi fatti. Dopo due pagine sa già che: - Vermeen era un pazzo che strangolava ragazzine, nonché piromane. - Vermeen è morto. Si è tolto la vita quel giorno, subito dopo l'incendio.    Da queste certezze il lettore ad un tratto inizia a staccarsi, credo che l'agilità dell'autrice tedesca, Karen Sander , stia proprio qui. Fornire informazioni, per poi stravolgerle, manipolarle. Finché la verità non trovi la via di fuga e si manifesti, bella e dannata, come spesso accade. Muori con me segna l'esordio della Sander, primo capitolo di una serie investigativa che ha come protagonista la coppia commissario - psicologa / Georg Stadler - Liz Mon...

The Hours

    No, non sto recensendo The Hours perché passo gran parte delle mie mattine chiusa in casa a scrivere, e sogno di vedere pubblicato il mio racconto. Giuro! Non ho visto The Hours per immedesimarmi in lei, Virginia Woolf . No. Non l'ho visto per piangere e sprofondare nell'acqua più torbida, tantomeno l'ho fatto per dimenticare come si respira per bel oltre 100'.   E ci scommetto che sia capitato anche a voi, almeno una volta, anzi cento o infinite altre. Perché ci sono storie destinate a manifestarsi in momenti ben precisi della nostra vita, oppure semplicemente, ci sono storie che aspettano te. Che tu le guardi, senza necessariamente giudicare, fare critica. Che tu le guardi e basta. Che tu possa ricordarti della bellezza devastante della poesia, dell'arte e della vita stessa. Che tu possa vivere la vita di una donna a te completamente estranea nell'arco di un giorno, e viverla per davvero. Fino a sentire il bisogno di scavare a fondo, an...

Post fluttuanti

    Una blogger, non per forza seria e professionale, ma almeno umana, dovrebbe tener presente che la condizione primaria di ogni qualsivoglia blog, è la costanza. Se non è costanza, è l'idea ben radicata di un file rouge che leghi inevitabilmente, la vita medesima - della blogger, dunque i post che scrive, le idee, gli sfoghi personali, i momenti no e così via - alla vita dei lettori. Ciò vuol dire che, se io scrivo, ho un certo tipo di risposta. Una risposta che sarà del tutto differente nel momento in cui io, per un motivo x o infinitissimi altri, non dovessi farlo. Capita spesso di imboccare il periodo dei cosiddetti post fluttuanti . Ed è il periodo in cui non riesci ad essere costante. Coerente. Presente come vorresti. Periodi detestabili, maledetti eppure necessari. Ma come? Lo so che sembra assurdo, ma in questi periodi che potremmo definire un po' dimmerda , accade sempre qualcosa di significativo. A volte sono solo periodi BOH, altri invece è ...

The Pretty One

    Il tema dell' identità mi è da sempre molto caro. Nella letteratura, nel cinema, se c'è di mezzo il desiderio dell'uomo o della donna, di essere qualcosa che in realtà non è, oppure di essere semplicemente sé stesso, io mi butto a prescindere. Nonostante sembri facile, e nonostante si tratti di un terreno più che battuto, l'identità rimane tuttora una strada da prendere con le dovute cautele. Che se ne faccia un dramma, una commedia, un thriller psicologico o pura fantascienza, l'importante è mantenere una propria originalità, seppur nel già detto- già visto - già fatto .     Mi viene in mente un film del 2005, In her shoes , traduzione italiana Se fossi lei . Le protagoniste erano due sorelle, Cameron Diaz e la straordinaria Toni Colette . Be' anche lì in qualche modo era protagonista l'identità. Il desiderio di essere come l'altra, in un vortice di sentimento che racchiude in sé l'amore e l'odio. Tipico dell'amore frate...

Devil's Knot - Fino a prova contraria

    Fino a prova contraria è la traduzione italiana del film Devil's Knot , diretto da Atom Egoyan e uscito nelle sale nel 2013. Con questo stesso titolo ricordiamo il film diretto da Clint Eastwood , nel 1999, tratto dal romanzo Prima di mezzanotte , di Andrew Clavan . In effetti in quel film, tutta la vicenda correva destinata a concludersi entro quel termine stabilito, il quale combaciava con l'esecuzione di un condannato a morte, Frank Beechum.   Non un film memorabile, che io ricordi. Tuttavia migliore, dell'ennesimo tentativo, stavolta non documentaristico, di portare sullo schermo la storia terribile dell'uccisione di tre bambini, raccontata nel libro di Mara Leveritt , Devil's Knot, per l'appunto. I tre di West Memphis, così vengono chiamati i presunti colpevoli di quel brutale omicidio avvenuto nella cittadina di Arkansas. Tipicamente di stampo religioso, piccola più mentalmente che geograficamente, al punto di non capire un fatto inspiegab...

Va bene anche "Signora"

    La verità è che una ci prova sempre, disperatamente e contro ogni evidenza, a ingannare il tempo. E non parlo del tempo da ingannare quando si hanno minuti a disposizione tra un impegno e l'altro, no. Parlo del "tuo" tempo, quello che la gente ti legge in faccia e, a volte sbaglia, altre ci prende in pieno.   Però fa sempre male, anche quando ti guardano e con assoluto garbo ti dicono:" Scusi...SIGNORA?". Tu ti guardi intorno, e sei convinta di vivere quel momento come se avessi ancora vent'anni, e ti si monta dentro la rabbia, il rifiuto, le budella che s'inturcinano isteriche...brutta sensazione! Il fatto è che raggiunti i trenta, si fa più fatica ad accettarsi. Fatica nel senso che proprio non ci arrivi a capire cosa sei e come, sei. Non significa non piacersi, non significa voler cambiare. Significa semplicemente che tu, volente o nolente (volente volente!) sei rimasto almeno dieci anni indietro. Io ci faccio caso soprattutto q...

Di due in due

    La libertà di scegliere mi rende una donna libera. Tutti i giorni autogestisco la mia vita, e posso farlo perché sono una donna libera. Suona la sveglia e non ho il tempo di chiedermi alcun "perché", nemmeno mi guardo allo specchio mentre lavo i denti. Accarezzo i capelli giusto per rendermi conto che sono ancora lì. Annego per poco sotto il getto dell'acqua, rigorosamente gelida. Apro le persiane e fuori è come era ieri. Chiamo i bambini ché già si è fatto tardi. Due cambi, due zaini, due merende, due succhi di frutta. Procedo di due in due, tentando disperatamente di non infrangere l'ordine di quella sequenza.   L'ho fatto ieri, lo farò domani, non vedo perché io non possa riuscirci oggi... mentre ci penso guardo i calzini, quattro in tutto, due coppie...sì ci sono, ma qualcosa non torna. Mi vedo in bilico e sola, davanti a due coppie di calzini di cotone leggero. Un attimo prima mi invade l'istinto di buttarmi a terra e ...

Valerio Millefoglie - L'attimo in cui siamo felici

    Quando si dice che "è il libro a scegliere te" e non il contrario, si proclama la più assoluta delle verità. Lo so da sempre, lo sappiamo un po' tutti, e ancora una volta torno a parlare di un libro che, evidentemente, mi ha trovato per caso, e io non ho saputo dir di no. Era un banco di quelli piccolini, situato in un centro commerciale, qui dove vivo. "Libri a due euro", incredibile...mi precipito!   Che poi, i libri non arrivano mai per caso. Ci credo davvero. Qualche settimana prima avevo letto Momenti di trascurabile felicità , di Francesco Piccolo . Era come se in quel periodo avessi un bisogno inspiegabile di saperne di più, sulla tanto ambita e sfuggevole (si può dire?) felicità. L'attimo in cui siamo felici mi ha rapita a partire dal titolo, visto il momento. E poi a monte c'era un'idea assolutamente geniale, che ora vi racconto...   Un giorno un Dottor Medico ha deciso di consegnare alcune schede, attraverso le qu...

Aghi di pino e carta straccia

  Quasi quasi vi propino tutto ciò che mi scartano gli editori... Che dite? Aspetta però, Vale...tu ancora non hai scritto a nessuno, lo hai dimenticato? Fifona!   Ok ok, quella è un'altra storia però. Lo farò. Giuro! Oggi vorrei proporvi il primo racconto del primissimo concorso a cui ho deciso di prender parte. Non è un racconto vero e proprio, o sì. In realtà è una lettera. A parlare è qualcuno, senza specificare chi. Destinatario...stessa cosa. Non specificato. Il mio intento era quello di rendere attraverso una lettera - il modo più diretto e sincero di entrare in contatto con l'altro e con sé stessi, a mio avviso - alcuni sentimenti universali. In particolare qui, si parla di nostalgia. E della fugacità dei rapporti. Soprattutto. Perché per quanto un rapporto abbia le migliori premesse e sembra immortale, è destinato comunque a spegnersi o, nella migliore delle ipotesi, a cambiare.   *L'immagine che vedete è un olio su tela di M...

M'illumino d'immenso

    Ai tempi della scuola, ricordo bene, capitava spesso di aprire il libro e studiare, solo perché si doveva. Odiavo "imparare a memoria" io, avevo questo problema - se così si può definire - perché per imparare dovevo prima di tutto CAPIRE. Era più forte di me, infatti abbandonai la matematica, definitivamente, al quarto anno. Pensai: "Vabbè, una materia in meno può starci. E poi so addizionare, sottrarre, moltiplicare e addirittura dividere..." - Oh, mica è da tutti!   Se non è un'opinione, allora non mi piace. Fine della storia.   Capitava di rimanere interdetti anche davanti a una bellissima antologia, diciamolo. Allora mi vergognavo parecchio, tutte le volte in cui non riuscivo a capire ciò che leggevo. Eppure capitava, anche quando a leggere era la voce del prof. Io mi guardavo intorno pensando se quella difficoltà fosse solo mia oppure di tutti, e mentre mi crucciavo notavo una fastidiosissima indifferenza che era generale. Chi dis...

Sotto una buona stella

    Dopo aver raccontato fallimenti e peripezie varie, dei tre coinquilini "per caso" in Posti in piedi in paradiso , Carlo Verdone torna con fare tragicomico, all'interno delle mura domestiche. Questa però è una famiglia abbiente, Federico Picchioni ha tutto ciò che gli serve. Una bella casa, soldi, una donna affascinante...finché la vita non decide di metterlo duramente alla prova.   E per un uomo si sa, la prova più dura è quella della paternità. Così Federico si ritrova i suoi due figli in casa, vent'anni e voglia di fare pari a zero. D'altronde nessuno poteva immaginare un evento tragico, come la morte della madre di Lia e Nicolò, nessuno. Tantomeno Federico... Fare il padre all'improvviso con l'aggravante di un lavoro perso e una reputazione in pericolo. E la bella donna...be' anche lei, quando le cose si mettono male si fa prima a fare le valigie. Così è stato.   Da solo con due figli che non riesce a comprendere né a domar...

CriticissimaMente - Storia di un avverbio ostinato

    Stavo dando un'occhiata ai precedenti post scritti proprio in questo periodo. Per la precisione, quello di due anni fa e quello dello scorso anno. Be', non potrei compiere più di questi due passi indietro, per rivedere la mia storia e quella di CriticissimaMente . Perché esattamente tre anni fa qui, cominciava qualcosa.   Un groviglio di idee e battiti accelerati del cuore, una stanza mai vuota e una finestra da cui guardare il mondo. CriticissimaMente è la storia precisa della mia vita, un'ambizione messa in pericolo dall'indifferenza e dalla paura degli altri, dalla rassegnazione generale in cui tutti gli uomini di questo paese, sono sprofondati. Sì che col tempo, poi, quella paura mai condivisa ha iniziato a sgambettare i miei progetti, i miei sogni, la mia convinzione di spaccare. Ma nonostante questo, un giorno non molto lontano, decisi di fare qualcosa...   E per la seconda volta dico "qualcosa". Spiegare a parole CiticissimaMente è ...

Stefano Benni - La grammatica di Dio

    "Non si dovrebbe parlare di Dio. Non conosciamo la sua lingua".   Con questa premessa Stefano Benni apre il racconto Frate Zitto , uno dei venticinque raccolti nel libro La grammatica di Dio . Scoprire Benni in "non più tenera" età, come ho fatto io, vuol dire reimparare a guardare la vita, con quella smania addosso di prendere storie ovunque si guardi e provare a raccontarle. A chiunque, in ogni modo. Spiegando la solitudine e l'allegria, senza cambiare mezzo né mano. Il mezzo è la scrittura, la mano è quella sempre ferma, cinica e soffice, che permette agli occhi di vedere altrove, quando ancora incagliati, tentano di liberarsi.   Gli occhi di Stefano Benni sono certo più disillusi, e le storie, seppur in maniera diversa, sembrano gridare tutte la stessa verità.   "L'universo si manifesta e scompare senza parole, siamo noi a inventare una voce al suo terribile silenzio". Non vi è verità più vera.   Ed è qui che si ...

Boomstick Award 2015

  Lo ammetto, ero a un passo dal pensare: "ammazza che infami i miei colleghi blogger!". (Senza passo, l'ho pensato). Voglio dire, nell'infinito generato dalle catene di Sant'Antonio - mi son detta - possibile che non ci sia finita anch'io? E a seguire: "faccio davvero così cagare?". Poi per fortuna due carissimi amici hanno messo a tacere i miei tormenti da blogger, ebbene sì, mi hanno assegnato un Boomstick . Dunque ringrazio pubblicamente Alessandra Muroni del blog Director's Cult e il buon Karda autore di Cuore di Celluloide . Un premio comunque che va motivato, questo. Mica robetta... La cara Valentina dice di aver smesso con il giornalismo. Beh, meno male che non ha smesso con il suo blog, dove con caparbietà e un amore sconfinato per la scrittura, transla i suoi pensieri in parole. E che parole! -Alessandra- Perchè se esiste Cuore di Celluloide un po' è anche merito suo. Perchè è un'amica. E poi perché è grazie ...